Scuola & Formazione

Alessandria, il caso dell'insegnante "sequestrata" in una classe del "Vinci"

Scritto da La redazione Giovedì, 29 Mar 2018 - 0 Commenti

Condannato l'atteggiamento irrispettoso nei confronti dell'insegnante, negato però dai genitori atti più gravi commessi dagli studenti.

 È rimbalzato sui principali giornali e tv nazionali il caso della professoressa dell’Istituto “Vinci” di Alessandria alle prese con i bulli di una classe di Prima Superiore.

Il grave episodio è emerso dopo un articolo de La Stampa che, ieri, ha ricostruito quanto accaduto un mese fa in una delle aule della scuola in via Trotti. La docente, con difficoltà motorie, in quella classe per una supplenza, sarebbe stata legata con dello scotch da alcuni ragazzi che avrebbero poi preso a calci la sedia su cui era seduta.

Una scena ripresa con i cellulari da altri compagni. A interrompere tutto è stato uno studente di un’altra sezione che, dopo essersi accorto di quanto stava accadendo nell’aula, avrebbe chiesto l’intervento di un bidello.

Il Dirigente del “Vinci”, Salvatore Ossino su Repubblica ha poi negato l’episodio di bullismo da parte degli alunni e ha ridimensionato l’accaduto.

Franco Calcagno, Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Alessandria e Asti, in prima linea contro il bullismo nelle scuole e nelle passate settimane protagonista anche di un video messaggio rivolto agli studenti, ha spiegato, di non sapere nulla dell'episodio accaduto un mese fa al "Vinci".

"Nessuna segnalazione era stata inoltrata all’Ufficio Scolastico provinciale e all’Autorità Giudiziariaha spiegato Calcagno -che questa mattina si è poi accordato con il Preside del Vinci per avere una relazione scritta sull’accaduto.

Sulla vicenda hanno voluto intervenire anche i genitori dei ragazzi, che hanno confermato e condannato l’atteggiamento irrispettoso nei confronti dell’insegnante, negando però atti più gravi commessi dagli studenti.

Hanno avuto un atteggiamento immaturo verso una insegnante che aveva qualche difficoltà hanno spiegato - L’hanno derisa e non hanno saputo rispettare quello che la professoressa chiedeva loro di fare, in particolare il ripasso di una delle materie. I ragazzinon hanno ascoltato la professoressa, una studentessa alla lavagna ha cominciato a disegnare anziché eseguire i compiti impartiti dall’insegnante, e altri alunni hanno continuato a ridere e scherzare. Poi qualcuno ha ripreso la scena con il cellulare ma quelle immagini, comunque, non sono mai uscite dalla classe. Tutti i video sono stati cancellati e nessuno ha fatto nulla di quanto è stato raccontato dai giornali, ossia legare e prendere a calci una insegnante“.

I genitori dei ragazzi, erano poi stati messi subito al corrente di quanto accaduto quella mattina in classe e il giorno successivo alcune mamme e papà si erano presentati al Vinci ancora prima del suono della campanella della prima ora per confrontarsi con insegnanti e preside.

La Prima del Vinci è stata punita con “lavori socialmente utili“ e per il mese successivo tutti i componenti hanno pulito i cestini in ogni aula dell’Istituto. “Per quella punizione sono stati derisi dai compagni di scuola e hanno compreso di aver fatto una cosa che non dovevano fare".


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