Economia & Lavoro

Albarossa Doc vino nato dall’unione di due nobili vitigni autoctoni piemontesi: 80 anni e non sentirli

Scritto da La redazione Martedì, 12 Giu 2018 - 0 Commenti

“Albarossa in tavola” con 18 ristoranti di Langhe e Monferrato a proporla da ieri al 30 giugno prossimo. Creata la nuova associazione Albarossa Club e presentati i produttori. È una delle denominazioni tutelate e promosse dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato.

L'Albarossa Doc festeggia il suo ottantesimo compleanno e la sua nuova Associazione invita al brindisi in diciotto ristoranti delle Langhe e del Monferrato con l’evento "Albarossa in tavola".

Il vino è nato dall’unione di due nobili vitigni autoctoni piemontesi. È una delle denominazioni tutelate e promosse dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e ha raggiunto un traguardo storico, che si appresta a celebrare con diverse iniziative in programma.

Dopo un primo evento organizzato in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier, ieri, lunedì 11 giugno, il gruppo di produttori ha incontrato clienti, ristoratori ed enotecari al banco d’assaggio allestito in una delle prestigiose sale del castello di Costigliole, sede del Consorzio.

Per tutto il mese di giugno, invece, in  diciotto ristoranti di Langhe e Monferrato saranno serviti calici di Albarossa in abbinamento a uno dei piatti dei menù.

Dopo la recente costituzione dell’Associazione dei produttori del Grignolino afferma il presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Filippo Mobrici anche l’Albarossa doc ha un nuovo referente, espressione della missione del Consorzio. Tutti insieme, uniti, lavoriamo per la tutela e la promozione delle denominazioni che rappresentiamo, per promuoverne le qualità e la diffusione”. 

Abbiamo iniziato a far conoscere la denominazione - spiega il presidente dell’Associazione Albarossa Club, Alberto Chiarlo - nei territori d’origine. Un primo passo per la nostra nuova associazione, nata meno di un mese fa in collaborazione con il Consorzio Barbera d’Asti, per promuovere il vino ‘figlio’ di nobili vitigni autoctoni piemontesi e che si sta rivelando un ‘emergente’ di successo”.

Il Piemonte doc Albarossa è nato nel 1938, in via sperimentale, dall’incrocio tra Barbera e Nebbiolo di Dronero. Ha come "padre" il professore Giovanni Dalmasso, ordinario di viticoltura presso la Facoltà di Agraria di Torino e tra i fondatori e primo presidente dell'Accademia italiana della Vite e del Vino.

Il Piemonte Albarossa ha grandi potenzialità di affinamento. La tipologia, che rientra nel Piemonte, risale al 2009. Per anni rimasto nell'archivio ampelografico della Regione Piemonte, una ventina di anni fa venne rimesso a dimora nelle Langhe e nel Monferrato da un gruppo di prestigiosi produttori del Piemonte.

Oggi sono 85 le aziende produttrici di uve, con un parco vigneti complessivo di 53 ettari. La resa è contenuta. Nel 2017 sono state prodotte 214.617 bottiglie (fonte dati: Valoritalia, elaborati dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato).

L'Associazione Produttori dell'Albarossa, nata meno di un mese fa conta 18 aziende vitivinicole: Banfi, Bava, Bricco Ottavio, Cascina Navona, Castello di Neive, Colle Manora, Dezzani, Franco Ivaldi, L'Armangia, La Tribuleira, Marenco, Marco Bonfante, Michele Chiarlo, Poggio Ridente, Convento Cappuccini, Villa Fiorita, Tre Secoli, Viotti Vini.

L'Albarossa Club che ha scelto come presidente Alberto Chiarlo e coordinatore Pier Ottavio Daniele, ha l'obiettivo di promuovere la denominazione attraverso una serie di attività in Italia e all'estero. 


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