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Acqui Terme, una delegazione di FdI alla commemorazione dei 201 Marò uccisi nel '45 ad Urbe

Scritto da La redazione Martedì, 3 Lug 2018 - 0 Commenti

Organizzata dall’Associazione Fiamme Bianche di Genova al Monte Manfrei. Furono 201 i Marò della Divisione San Marco, catturati ed uccisi dai partigiani garibaldini tra il 4 e il 5 maggio del 1945, a guerra ormai finita, dopo che si erano arresi ai partigiani con la promessa di aver salva la vita.

Si è svolta domenica scorsa 1° luglio a Vara Superiore la cerimonia religiosa in ricordo dei Caduti del Monte Manfrei, lungo la strada che dal passo del Turchino conduce prima al passo del Faiallo e poi a Vara Superiore, frazione di Urbe (Savona).

Furono 201 i Marò della Divisione San Marco, catturati ed uccisi dai partigiani garibaldini tra il 4 e il 5 maggio del 1945, a guerra ormai finita, dopo che si erano arresi ai partigiani con la promessa di aver salva la vita.

“Ci è sembrato doveroso partecipare alla cerimonia in ricordo di questa strage, dove molti giovani furono vigliaccamente assassinati – commentano da Fratelli d’ItaliaLa guerra civile ha indubbiamente visto comportamenti criminali da entrambi le parti, e questa vicenda dimostra che non è possibile dividere i buoni dai cattivi semplicemente prendendo come parametro di giudizio lo schieramento nel quale ciascuno aveva scelto di militare.”

Erano infatti giovanissimi i militari della divisione San Marco, guidati da Giorgio Giorni, che, nel 1945, vennero trascinati per circa tre giorni e tre notti lungo mulattiere e sentieri poco battuti, sino alle pendici del Monte Manfrei, dove in diverse radure erano già pronte le fosse comuni, nelle quali vennero gettati dopo essere stati assassinati a colpi di mitragliatrice, essere stati denudati e privati dei loro averi.

Significative le ordinanze dei Sindaci dei luoghi che per lunghi anni, vietarono la raccolta di frutti dal bosco per la presenza di salme riaffioranti e di fosse semiscoperte contenenti resti umani.

Nel dopoguerra il sindaco di Urbe, Giulio Zunini, con l’ausilio dei carabinieri, decise di iniziare la ricerca delle fosse comuni: ben 50 ne furono individuate, ma molte altre risultavano ancora sparse sul territorio.

Nel 1958 sul Monte Manfrei venne eretta una croce in memoria dei trucidati distrutta poco dopo.

Solo nel 1984, i militi poterono avere una nuova croce di commemorazione voluta da Zunini, che la fece erigere con il supporto della Associazione "Fiamme Bianche" di Genova.

Questa vicenda, nascosta per anni, rende più che mai attuali le parole che ha scritto l’insigne storico e divulgatore  Arrigo Petacco, “quando comincia una guerra la prima vittima è sempre la verità. Quando la guerra finisce le bugie dei vinti sono smascherate, quelle dei vincitori diventano Storia”.

 


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